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LEGALIZZAZIONE DELLA CANNABIS IN EUROPA, NEL MONDO E IN ITALIA: A CHE PUNTO SIAMO?

Sommario

Legalizzazione della cannabis

Legalizzazione della marijuana oggi: qual è la panoramica europea?

Esattamente un anno fa (ottobre 2021), il Lussemburgo è stato il primo Paese in Europa ad annunciare la legalizzazione della produzione e del consumo di marijuana a uso personale, seguito da Malta, che due mesi dopo ha reso legale l’uso ricreativo della cannabis per i maggiorenni.

In Olanda la marijuana è ancora illegale; viene tollerato l’uso personale della cannabis, venduta nei famosi Coffee shop per un limite massimo di 5 grammi. Anche in Spagna la marijuana non è legale, però non è considerato reato l’uso e la coltivazione personale (per un massimo di 100 grammi), purché avvengano in luoghi privati e chiusi. Il consumo è anche consentito all’interno di quelli che gli spagnoli chiamano “Cannabis social club”, associazioni che permettono la coltivazione e il consumo interno della cannabis, prodotta e riservata solo agli associati. In Austria la cannabis è legale per usi terapeutici ma illegale per uso ricreativo. In Francia, il consumo è punito fino a un anno di carcere. In Repubblica Ceca si possono tenere fino a un massimo di 15 grammi: qui è permessa la coltivazione per uso personale (fino a un massimo di 5 piante di canapa) ma non la vendita. Il Portogallo dal 2001 non persegue legalmente l’uso di cannabis per uso personale, ma prevede l’arresto per la detenzione di droghe che superano il fabbisogno individuale.

I progetti sulla legalizzazione di Germania e Svizzera

Il 26 ottobre il Governo tedesco ha approvato le linee guida per la legalizzazione dell’uso creativo della cannabis tra gli adulti, affinché produzione e commercio vengano posti sotto controllo pubblico, consentendo l’acquisto e il possesso di una quantità della sostanza a uso personale ricreativo entro i 30 grammi. Il documento con le linee guida sarà discusso dalla Commissione europea: se venisse approvato, la Germania diverrebbe uno dei Paesi europei con la legislazione più liberale in materia. L’iter legislativo prevede però tempi molto lunghi, che non permetteranno l’entrata in vigore del piano per la legalizzazione prima del 2024.

La Svizzera, storicamente tra i Paesi europei meno permissivi (è autorizzata la coltivazione privata di cannabis se il tenore di THC della varietà di canapa è inferiore all’1 per cento), dal 15 settembre ha avviato un progetto di legalizzazione sperimentale della cannabis partendo da Basilea, città dove nove farmacie consentiranno ai 370 consumatori di cannabis adulti che risiedono nel cantone di acquistare quattro tipi di infiorescenze e due di hashish. Tutti i prodotti rispetteranno rigorosi standard di qualità, dovranno provenire da agricoltura biologica e non contenere impurità nocive. L’obiettivo del Parlamento svizzero è depotenziare la prosperità del mercato nero attraverso una maggiore esperienza e conoscenza di una dispensazione controllata, in vista di un futuro disciplinamento legale e una regolamentazione del consumo di cannabis.

Qual è l’approccio alla legalizzazione della cannabis nel resto del mondo?

In Colombia, Paese-simbolo del narcotraffico, è stata approvata a larga maggioranza e a livello nazionale una legge per la legalizzazione e la regolamentazione della cannabis. La proposta prevede una struttura fiscale addetta alle vendite legali di marijuana. Una strategia che si propone diversi obiettivi: contrastare il traffico illegale di cannabis, diminuire i danni sulla salute pubblica e anche un investimento in responsabilità sociale; le rendite, infatti, sarebbero destinate alle comunità locali per sostenere salute pubblica, istruzione e iniziative agricole.

LEGALIZZAZIONE DELLA CANNABIS USA

Intanto, la marcia della “rivoluzione verde” in USA non accenna a fermarsi: la cannabis a scopo terapeutico è ormai consentita in 37 dei 50 Stati americani, e tra questi 19 ne consentono anche l’uso ricreativo. Un processo consolidato anche dalla recente decisione del Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, che ha perdonato migliaia di condannati per semplice possesso di marijuana, mantenendo così fede a una promessa fatta durante la campagna elettorale. Biden ha compiuto un atto importante, che neanche Obama era riuscito a fare. Il provvedimento, infatti, riguarda un altissimo numero di cittadini americani: dal 1965, quasi 29 milioni di persone in Usa sono state arrestate per violazioni legate alla marijuana, e in buona parte per semplice possesso. Biden ha inoltre dichiarato che verrà dato inizio al processo di revisione della classificazione della cannabis a livello federale: un’altra importante decisione, che certamente andrà a incidere sul processo di legalizzazione globale della cannabis.

Legalizzazione in Italia: che cosa dobbiamo aspettarci dopo l’elezione della destra?

Nel nostro Paese l’suo ricreativo di marijuana è stato depenalizzato ed è punito come reato amministrativo. L’unica modalità legale consentita è l’uso di farmaci a base di cannabinoidi prescritti a livello medico. La Legge 242/2016 consente la produzione di canapa sativa con percentuali di THC inferiori allo 0,2% ma il consumo dei fiori di cannabis CBD è comunque proibito.

La legalizzazione è un tema che da sempre divide il nostro Paese e le disposizioni in materia cambiano spesso. È ormai un fatto noto che i leader dei partiti di destra restino totalmente contrari alla legalizzazione della cannabis: in linea con Berlusconi e Salvini, anche la neoeletta Presidente del Consiglio Giorgia Meloni non retrocede sulle proprie posizioni, affermando che “Fratelli d’Italia ha votato contro la proposta di legge sulla coltivazione e la somministrazione della cannabis a uso terapeutico perché i contorni della norma sono così poco chiari che si rischia, in sostanza, una legalizzazione mascherata di questa sostanza per uso ricreativo”.

Le prime azioni del nuovo Governo: il testo di legge presentato da Forza Italia vorrebbe vietare la cannabis light?

Sembra proprio che anche in questi ultimi mesi del 2022, l’Italia non voglia farsi influenzare dal cambio di approccio di alcuni Paesi europei e del resto del mondo, che, tenendo conto dei recenti sviluppi in questo settore, hanno rivalutato le loro politiche sulla cannabis. Con il nuovo Governo, infatti, nel nostro Belpaese arriva la prima proposta di legge, presentata in Senato il 13 ottobre da Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia. Il DDL propone di modificare la Legge 242/2016, che regolamenta la libera coltivazione di cannabis light e i vari prodotti ottenuti tramite questa pianta. La legge, che risale al 2019, vorrebbe vietare la vendita di cannabis light per uso ricreativo, ignorando però le modifiche apportate con la sentenza delle Sezioni Unite, che hanno stabilito dei principi parlando di tassatività degli eventi contenuti nell’articolo 1 e nell’articolo 2 della Legge 242/2016.

La sinistra italiana resta sempre favorevole alla legalizzazione?

Anche nella recente campagna elettorale, nell’ambito delle politiche di contrasto alle mafie e alla criminalità organizzata e in nome di una libertà individuale a chi ne fa uso terapeutico, la sinistra italiana ha continuato a dichiararsi favorevole alla regolamentazione dell’uso di droghe. Nonostante ciò, le promesse fatte dai politici sulla legalizzazione della cannabis non si sono mai davvero concretizzate, oggi meno che mai. E così, milioni di consumatori, miliardi di euro (se ne stimano sette) di profitto regalati alle narco-mafie, carceri e tribunali pieni, un impiego consistente di Forze dell’Ordine lungo tutta la nostra penisola sono tutti fattori che ancora non bastano a stimolare la nascita di una vera e propria discussione sull’argomento.

Che cosa possiamo quindi augurarci per il futuro?

La cannabis è la sostanza illegale più consumata in Italia e nel mondo. Secondo il World Drug Report – la pubblicazione annuale delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine, che si occupa di analisi delle tendenze del mercato -, nel 2015 circa 183 milioni di persone hanno consumato marijuana. Nel nostro Paese, l’ISTAT afferma che circa il 9,8% gli italiani fanno uso di cannabis, quindi parliamo di 6,1 milioni di persone. Se viene considerata la fascia d’età che va dai 15 ai 19 anni, la percentuale esplode al 27%.

Da questi dati possiamo facilmente evincere che un’alta percentuale di giovani si rifornisca al mercato nero, dove trovano prodotti costosi e di scarsa qualità. Nella sezione dedicata ai giovani, il partito guidato da Giorgia Meloni ha definito la droga una delle “devianze giovanili” che vanno contrastate attraverso la promozione di stili di vita sani “per contrastare il disagio”. Qualche anno fa, su Facebook, Meloni scrisse: “La droga dilaga e produce morte ma nessuno ne parla. Basta perdere tempo! Bisogna agire subito”.

Concludiamo con una massima di Confucio, che possa essere fonte d’ispirazione: “Saggezza e buon senso si ottengono in tre modi: primo con la riflessione, che è la cosa più nobile; secondo attraverso l’imitazione, che è la cosa più semplice; e terzo con l’esperienza, che è la cosa più amara di tutte”.

In attesa che i tempi per la legalizzazione della cannabis maturino anche in Italia, HempLife propone prodotti a “chilometro zero”, naturali, biologici e sostenibili, come le diverse varietà di infiorescenze, olio di CBD, , infusi e prodotti di cosmesi.

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